L' associazione
Aggiornamento: 01-10-08Formalmente La Manifattura è un’associazione di promozione sociale (on-line trovate il nostro statuto)
In pratica, esaltando passioni e competenze dei suoi fondatori nei campi di letteratura, musica, lettura espressiva, cinema, teatro, informatica, fotografia, realizza – futuristica ruota in movimento, ingranaggio di una lavorazione artigianale di cultura – spettacoli che prevedono una multimediale compenetrazione delle arti, e propone inoltre cicli di cineforum con analisi critica.
Per un pubblico che vuole capire ed emozionarsi.
Noi
Aggiornamento: 01-08-10Dal 2005 esiste una realtà nuova creata da persone che, ognuna con diverse esperienze in campo associativo, culturale e artistico, hanno deciso di dedicare anima e sensi a questa avventura.
Fabio Cassanmagnago, detto “Cassa”. E’ una qualificata banca-dati di anniversari di nascita e scomparsa di artisti, DJ, sceglie colonne sonore ed effetti speciali, fa e disfa come vuole in informatica, collabora alla recitazione. Pragmatico. Ma nessuno è perfetto: famoso per aver filosofeggiato su un film, chiesto il parere del pubblico e, consapevole della presenza in sala di una fanciulla a lui gradita, ansioso di andarsene, avere “chiuso” repentinamente il dibattito senza dare parola ai presenti.
Dario Gelmetti, detto “Gelmo”. Voce ipnoticamente profonda, modi flemmatici e un cervello da corsa, se c’è da estrarre dal cilindro l’idea registica o scomporre e ricomporre spazi e oggetti per la scenografia. Costruttivo. Ma nessuno è perfetto: famoso per aver eruttato una tale interpretazione di Shemà di Levi, indispettito da una platea di giovani scolari un po’ troppo ridanciani, da aver terrorizzato gli incoscenti alunni, alcuni dei quali si dice ancor oggi riportino problemi del sonno e incubi ricorrenti.
Mauro Re Dionigi, detto “King”. Si immerge nella selezione dei testi, scova le immagini. Forte delle esperienze di reading e degli studi in lettura espressiva e dizione, è una voce duttile e coinvolgente che “agisce” la parola. Perfezionista. Ma nessuno è perfetto: famoso per aver pronunciato in presentazione di una pellicola, fra lo sconsolato e l’indignato, la sciagurata frase “Film vittima di un’assurda censura, non capisco”, seguita immediatamente da una prima scena al limite del pornografico, fra l’imbarazzo e i risolini generali.